I Magic KnightS spiegano la passione e l'ispirazione per il classico disegno e i personaggi Disney.

WALT?? DISNEY!!

Walter Elias Disney… cosa altro aggiungere? Sicuramente fu uno dei geni cinematografici del XX secolo. Personalità forte e determinata, intraprendente e ribelle. A soli 16 anni si fece arruolare nella croce rossa internazionale durante la I guerra mondiale e partì per l'Europa; a 18 si inventò imprenditore dello spettacolo e, forte di soli 20 dollari e dell'appoggio del fratello, riuscì (non senza difficoltà) a creare uno dei più grandi imperi economici d'America. Di lui si è detto tutto, anche che sia stato collaboratore della CIA in campagne anticomuniste, certo è che se Walt Disney non fosse nato, beh qualcuno lo avrebbe dovuto inventare!

DISEGNO E COSTUMI

A questo punto dobbiamo distinguere tra disegno per fumetto, cortometraggi e lungometraggi.
Il disegno per fumetto (Topolino & Co. per intendersi) è un disegno scarno, essenziale, i pochi tratti sono sufficienti a delineare il personaggio e a conferirgli una propria personalità, altrettanto dicasi del cortometraggio, che risente molto dello stile fumettistico. Per quanto riguarda i lungometraggi si deve dire che soprattutto nei primi lavori (Biancaneve e i sette nani, Cenerentola) si è posta molta attenzione nella resa realistica del corpo e delle movenze, caratteristica che si è andata poi perdendo nel tempo lasciando spazio (secondo noi) ad un disegno molto più "piatto" e di stampo giapponese, da qui si arriva attraverso vari passaggi sino alle attuali realizzazioni in computer grafica. La rappresentazione degli abiti cerca di avvicinarsi quanto più possibile all'immaginario collettivo, ma nonostante questo vi si possono scorgere influssi dettati dagli stili dominanti nel periodo in cui i vari lungometraggi vengono realizzati (come l'aria molto anni '30 nell'acconciatura di Biancaneve o l'effetto anni '60 di Cenerentola).

I PERSONAGGI

I personaggi Disney presentano delle caratterizzazioni ben definite, i buoni assolutamente buoni, i malvagi assolutamente malvagi, tuttavia si riconosce ad entrambi una forte coerenza con codici d’onore definiti. Ovviamente i cattivi non risparmiano colpi bassi, ma questo non fa altro che renderli sempre e soltanto ciò che devono essere. Molti ritengono che la scelta dei personaggi, delle loro caratterizzazioni e delle storie da rappresentare sia intrinsecamente legata al vissuto familiare di Disney, questo almeno per quanto riguarda i lungometraggi.

DISNEY PRINCESS

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e principesse sono senza dubbio i membri più conosciuti ed amati della famiglia Disney. A partire dai personaggi storici, per arrivare ai più recenti, migliaia di bambine si sono identificate in esse. Interessante è notare l'evoluzione caratteriale delle principesse Disney, evoluzione che investe, a ben vedere, tutto il mondo femminile della produzione animata di questa grande fabbrica dei sogni.
Partiamo proprio dall'inizio: Biancaneve e Cenerentola, con la loro coetanea Aurora (piccola curiosità: il suo nome nella versione originale era "Rosebride", che in italiano suonerebbe come "Rosasposa"). Ci troviamo con esse davanti ad un mondo che riflette bene le concezioni socio culturali del periodo in cui nacquero, vi si ravvisa una feminilità discreta, pacata, quasi subordinata alla società completamente dominata dalla figura maschile; ovviamente fanno eccezione le figure delle matrigne, che, all'interno di vicende caratterizzate da padri assenti, vengono, a tutti gli effetti, a ricoprire il ruolo lasciato vacante . da questi ultimi.

Il tempo passa, la società evolve i proprio schemi, e anche nel mondo Disney la donna trova quegli spazi che prima le erano negati. Le caratterizzazioni si fanno più forti, diventano sempre più spregiudicate, intraprendenti e a volte sventatamente coraggiose, un esempio per tutte potrebbe essere quello di Jasmine, ma non dimentichiamo neppure la grande volitività di personaggi come Esmeralda o Belle che, sebbene sembri docile e remissiva sa bene quando è il momento giusto per sfoderare gli artigli. Per quello che riguarda la definizione di "Princess", se proprio volessimo essere pignoli, ci vedremmo costretti a fare un po' di riduzione sul numero. Sono infatti "principesse" di diritto solamente Aurora, Ariel e Jasmine.

DISNEY E GLI ANIMALI

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ensare un Disney senza animali sarebbe come immaginare un mondo senza colori, o un mondo a metà. Da sempre queste creature sono state presenti nel mondo di Walt, dapprima come esserei reali (ricordiamoci che Walt passò la sua infanzia in una fattoria), poi come animazioni.
A partire dalle prime realizzazioni (Oswald il coniglio, quindi Mortimer/Mickey…) fino agli ultimi lavori gli animali hanno ricoperto i più svariati ruoli, da semplici comparse (gli uccellini/topolini/coniglietti di Biancaneve o La bella addormentata, i pinguini di Mary Poppins, et c.) a comprimari (i topolini di Cenerentola, il Grillo Parlante di Pinocchio, Sebastian e Flounder ne "la Sirenetta" et c.) a veri e propri protagonisti (Bambi, Simba, Remì –Ratatouille– ). In ogni caso è stato loro compito, in qualche modo, quello di rappresentare alcuni dei lati dell'animo umano, manifestare cioè anche visivamente quello che si nascondeva nei cuori dei personaggi da loro accompagnati (il corvo di Grimilde, Jetsam e Flotsam, la capretta di Esmeralda…).

ANIMAZIONE NEL MONDO REALE

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a contaminazione tra reale e fantastico ha storia lunga nel mondo Disney. A partire da I tre caballeros del 1945, I racconti dello zio tom (1946) poi Mary Poppins (1964), Pomi d'ottone e manici di scopa (1971), Elliott il drago invisibile (1977) (giusto per citare i più conosciuti)e molti altri ancora.
Disney ha spauto con questi film far compenetrare in modo del tutto naturale due realtà differenti, possiamo dire in pratica che ha realizzato e fatto avverare (almeno sullo schermo) i sogni di molti bambini (e non solo!).
Un plauso deve ovviamente andare anche agli attori che in questi film hanno recitato, perché all'epoca interagire con un disegno animato non era semplice come potrebbe essere oggi, ogni interazione con un essere in catoon motion doveva essere immaginato nella mente dell'attore che solo al termine della lavorazione avrebbe potuto vedere la scena "reale"!

DISNEY & PIXAR

I
primi lungometraggi d'animazione della Disney che si avvalgono di scene realizzate in computer grafica sono "la Bella e la Bestia" e "Il re leone", dove la cg venne utilizzata per la realizzazione della sala da ballo del castello della Bestia e per quella delle mandrie di gnu che Scarf precipita sul malcapitato Mufasa.
Da questi suoi "timidi" esordi la cg comincia poi ad assumere un ruolo sempre più notevole, soprattuto dopo l'acquisizione della Pixar, e da questo punto in poi si cominciano a realizzare interi lungometraggi con questa tecnica: la serie di Toy story, quindi Monsters &Co., Chicken Little e ancora Cars, meet the Robinsons per finire con Rataouille, l'ultimo nato di casa Disney-Pixar.
Sicuramente la computer grafica è una tecnica che permette di ottenere risultati molto particolari con una vividezza di sepressioni e una fluidità molto superiori a quelle ottenibili con la normale tenica di animazione (e questo grazie anche alla notevole capacità di resa in 3D), tuttavia rimpiangiamo un po' la cura e l'abilità che i disegnatori Disney mettevano nel realizzare in passato i loro stupendi capolavori d'animazione.

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