Massimo e Lorenzo si raccontano dopo dieci anni di Magic KnightS

Non è semplice tirare le somme di dieci anni di attività di questo gruppo ed esprimere cosa provo dopo l'aver realizzato un sogno che dal 1999 continua fino ad oggi, non è facile ringraziare tutte le persone che hanno collaborato ed aiutato nel tempo o ricordare ogni evoluzione dei Magic KnightS...

Sono il leader dei Magic KnightS da sempre, ho vissuto ogni situazione, sorriso per ogni momento felice, pianto davanti le non poche difficoltà, gioito per le vittorie e accettato le sconfitte, sono stato duro quando necessario, ho sempre cercato di essere un punto di riferimento per tutti, ho aiutato, sbagliato, sognato...

87 cosplay, 303 costumi realizzati, 14 spettacoli, piú di 10 riconoscimenti, questi alcuni dei numeri che caratterizzano i Magic KnightS in questo anniversario e mai e poi mai avrei immaginato di poter ottenere questi risultati quando nel '99 ho iniziato il primo progetto; ho lavorato ad ogni costume studiandolo nei dettagli e imparato a cucire, a fare cartapesta ed usare programmi di gestione per siti e modifica file musicali e montaggio video e sono decisamente contento per ogni cosa imparata.

Confesso in queste righe che il cosplay è stato solo una chiave e che i Magic KnightS sono nati con uno scopo che va al di sopra di ogni costume realizzato, spettacolo o esibizione; il gruppo è nato dalla timidezza e dalla voglia di emergere di alcune persone che hanno tratto forza e positività dalla passione comune per anime e manga.
In questi 10 anni ho visto passare ben 60 Magic KnightS, tanti sono rimasti per anni, altri solo per poco tempo, alcuni hanno dato tanto per la crescita del gruppo, altri meno ma io ringrazio indistintamente ognuno di loro per ogni cosa bella o brutta che hanno portato; ringrazio coloro che con il loro entusiasmo hanno trasmesso coraggio per continuare nei momenti più critici, coloro che hanno girato le spalle tradendo l'amicizia che ci legava perché ci hanno reso più forti, ringrazio chi ha lavorato e studiato per la buona riuscita di ogni lavoro organizzato, tutti i collaboratori che ci hanno supportato sia da protagonisti sia dietro le quinte, ringrazio coloro che ci hanno dedicato tempo e passione e coloro che ci hanno fatto perdere pazienza e fatto di tutto per rovinare l'armonia tra noi: tutte queste persone hanno reso i Magic KnightS ciò che sono oggi!

Tra i momenti più belli passati con il gruppo vorrei ricordarne alcuni che conservo tra i miei ricordi più cari come indelebili momenti indistintamente se belli o meno... la prima volta che ho incontrato Lorenzo (ed accettò di interpretare Yasha-Ou di RG Veda senza nemmeno conoscerci), la volta in cui a Lucca trovammo un altro gruppo con i costumi, come noi, ispirati a Lady Oscar (e la soddisfazione quando chiamarono i vincitori come "il gruppo di Oscar" e salirono subito sul palco per poi scendere al sentire il nome "Magic KnightS"), la paura di Antonella nel constatare che dopo tre lavaggi i suoi capelli erano ancora rosa come quelli di Cardina, la partecipazione all'Expocartoon del '99 con il "Violinista di Hamelin" (nonostante un incidente fatto il giorno prima ed io con quattro punti al sopracciglio e Serena C. con un trauma cranico), la realizzazione dei costumi di Nazca (i più belli dei Magic KnightS a mio avviso). Ricordo le domeniche mattina con sveglia alle sei per arrivare oltre Tivoli al teatro dell'accademia, le serate del 2001 passate a casa di Simona davanti ad una pizza (ed io e Lorenzo a giocare al videogioco dei Digimon - LOL), l'emozione della prima esibizione a Romics con "The Slayers" (la canzone "Slayers 4 the future" sarà per sempre legata a questo bellissimo ricordo), i numerosi e bizzarri modi di Lorenzo di ricordare i titoli delle canzoni ("Kono sekai no kata sumi de" diventata "Kono seikai no caca sul bidet"oppure "Twilights in Paris" trasformata in "Toilettes in Paris"), tutte le volte che Simona si fermava sulle prime note di una canzone non riconoscendola (anche dopo mesi di prove), le prime prove con Roberta (che con la sua passione ci ha ridato la voglia di fare), ricordo la soddisfazione nel vedere Virginia con il vestito di Edea (il personaggio, secondo me, più somigliante creato dai M.K.), le numerose prove con Diana sulla coreografia di "Real Emotion" (senza mai riuscire a impararla), i numerosi "secchi di caffè" bevuti con Roberto, la “vergogna” di Debora nelle foto di “Kylie Minogue” (sparita al primo scatto).

Colgo l'occasione anche per ringraziare le persone che mi sono state più vicine in questi anni e prima tra tutte non posso che inchinarmi davanti colei che mi ha sUpportato e sOpportato con tutte le mie manie, il mio brutto carattere, pregi e difetti: SIMONA. Senza la sua continua presenza ed il suo inarrestabile starmi accanto mi ha dato sempre la forza e l'appoggio necessari a continuare. In lei ho trovato un valido aiutante, una sorella, il miglior braccio destro che chiunque possa desiderare, una persona su cui contare sempre! Insieme a lei ho vissuto tanti momenti e imparato tanto, non è utopia dire che senza di lei i M.K. non sarebbero mai nati ne tanto meno arrivati fino a questo punto.
Un'altra persona che devo ringraziare è Lorenzo che nel tempo con i suoi silenzi ha parlato molto più di chiunque altro, è stato sempre un valido aiuto ed una presenza per me fondamentale! Dal momento in cui ci siamo conosciuti ci siamo sempre rispettati e accettati con tutti i nostri difetti (e sono tanti ^^) ma anche con il pregio di essere sinceri e comprensivi e la fortuna di poter usare a vicenda la parola AMICO!
Ringrazio indistintamente i Magic KnightS che hanno contribuito al gruppo: in particolare Antonella, Roberto & Giulia, Roberta & Fabrizio, Vittoria, Barbara, Serena C. & Serena S., Enrico, Chiara, Debora, Daniele e Virginia.

Massimo

La prima volta che sentii la parola cosplay pensai che fosse il termine giapponese per indicare qualcosa di simile al carnevale, dopotutto, ebbene sì, era il 1992 e ancora ne sapevo veramente poco. A quell'epoca di fiere ce ne erano poche, se non solo una (per noi piccini), Expocartoon, tra l'altro alle sue prime, timide edizioni, ed io ero troppo piccolo per andarci. Fu un paio di anni dopo, credo in concomitanza a una fiera di novembre che andai, a quell'epoca ce ne erano 2 l'anno.

“Chi entra mascherato non paga”... Mascherato da che? Boh, sarà il cosplay importato dal giappone? Mi devo fare un vestito giapponese e non pago? Se figurati, la tessera per 4 giorni costa sicuramente meno di un vestito giapponese. Sì, ero ancora mooolto inesperto e poi, di gente mascherata non ce ne era neanche una. E non era neanche il periodo di internet, c'era per carità, ma a scuola, a casa ancora c'era il vecchio sport di scendere per strada e incontrarsi con gli amici. Ma poi capii, o meglio chiesi. Ma esattamente che è sto cosplay?

“Vestirsi da personaggio dei fumetti”... Fu la risposta dell'epoca e all'epoca me la feci andare bene. Tornai a casa, presi una maglia verde, stivali verdi (le vecchie caloche) guanti verdi della vileda, cappello rosso con visiera e una coda verde, messa nello zaino ovviamente, fatta di stoffa. Ero pronto a fare Grisù (ed il pompiere se me lo avessero chiesto). E penso di essere stato uno dei primi cosplayer romani (ed italiani), era la fine del 1993 e avevo quasi 14 anni, un Grisù secco e alto quasi 2 metri.

Cosa c'entra questo con i Magic KnightS? credo sia la domanda più ovvia che possa venire in mente a chiunque abbia letto queste righe, la mia risposta è, che se anche i M.K. non c'erano, io sono un M.K. percui, per me, quello è stato l'inizio di un viaggio, o la consapevolezza dell'inizio di un viaggio, che mi ha portato a conoscere centinaia (e non solo superficialmente) di persone.

Tra una fiera e l'altra ci sono sempre dei tempi morti, che un appassionato, cresciuto nel declino del periodo d'oro (ma comunque periodo d'oro) passa in fumetteria. Non starò qui a descrivere nei minimi dettagli tutte le fiere intercorse tra il 1994 e il 1999, anche perché mi annoierei io a scriverlo, in ogni caso sono tutte parte del bagaglio che mi ha portato ad incontrare una persona, che senza volerlo, ha cambiato la mia vita; parlavo con un ragazzo, dipendente in un negozio di fumetti, per correttezza metterò dei nomi di pura fantasia quale FAGIOLO e NEGOZIO STELLA, ricordo anche il discorso, il videogioco da sala giochi di D&D Tower of Doom. Non so perchè, non so percome, nello stesso momento FAGIOLO stava anche parlando con un altro ragazzo “eh no, perchè noi stiamo cercando qualcuno che voglia fare cosplay con noi, conosci qualcuno che secondo te...” non diedi il tempo di finire la frase, rispondendo sul momento. Se mi chiedessero ora perché così impulsivamente io, che all'epoca facevo un passo solo dopo aver contato le crepe sul marciapiede, mi infilai in quel discorso, direi che certe cose non vanno spiegate, vanno accettate.
Era sera tarda percui non potemmo presentarci a tutto tondo, fatto sta che da due frasi già mi ero un attimo stranito, sopratutto dall'impegno e dalla possibilità di non andare bene... pensavo, “non andare bene per mettersi un vestito? Boh, saranno vestiti complicati...”.
Alcuni giorni dopo ci fu il battesimo di fuoco e direi che ci sta tutta come definizione. Dovevo incontrarmi con l'intero gruppo a casa di sconosciuti. Sicuramente fossi stato di stazza inferiore ci avrei pensato più di una volta. In certe occasioni ti accorgi di quanto Roma sia grande, ma allo stesso tempo imprevedibile. Per andare in questa fatidica casa dovetti attraversare tutta la città, per incontrare Massimo bastò il NEGOZIO STELLA sotto casa. Fatto sta che in un modo o nell'altro, e con mille pensieri lungo il tragitto, arrivai in quel di Nomentana (per tenerci vaghi). Il citofono fu un'altra prova difficile, come mio solito arrivai tipo 1 ora prima e l'imbarazzo c'era. Ancora ricordo i movimenti sull'ascensore, non ero teso, ma di sicuro non ero rilassato.
“Ah ciao ciao, come stai Massimo mi ha detto già...” un fiume di parole (biondo), era Simona, e io ero a casa non più di sconosciuti, ma un'altra mia casa. Di sicuro penserete che sono un tipo esagerato, che non è possibile ecc ecc. Si vede che non ci conoscete e che, scusate la delicatezza, non capite una mazza di come sono i romani. In quel momento e per le ore successive noi eravamo i migliori amici che si incontrano da una vita la sera al marciapiede sotto casa. Fino a quel giorno mi sentivo dare del cretino per le centinaia di fumetti che compravo, del depravato, del maniaco e tante altre cose che molti di voi sapranno, sono successe a tutti quelli intorno agli “enta”, grande generazione cresciuta con “BEM” senza le manie omicide che fanno venire i POKEMON... e ora mi ritrovavo in mezzo a persone che reputavano la cosa più ovvia del mondo spendere soldi per una passione come per me erano i manga (sono uno di quelli targato "Granata Press" io...).

Da questo punto che è solo l'inizio, parliamo degli inizi del 1999, inizia la mia vera avventura nel mondo del cosplay, decisamente meno casereccio di quello “fai da te che entri gratis”. E già da qui posso iniziare a dirvi vagamente quanto fosse importante il gruppo, ma solo chi c'è da così tanto tempo può capirlo, e di questo mi dispiace. Inutile star qui a descrivere quello che ho fatto negli anni (o per meglio dire interpretato) perchè con due click ve lo potete vedere benissimo da soli, quello che vi dirò invece è quello che è successo dietro, quello che ho provato, quello che non ho mai detto a parole, insomma, il mio punto di vista.

Io non sono uno che parla molto, non mi mischio, non mi amalgamo bene e guardo tutti dall'alto in basso anche se non lo noterà mai nessuno (e qui mi sputtano, ma non mi importa perché è solo una sfaccettatura), insomma, non sono apparentemente adatto a stare in un gruppo (ricordatevi questa affermazione). I primi anni di cosplay con i M.K. furono la nostra gloria, a quell'epoca non c'erano gruppi di cui ricordi il nome, o se c'erano gli elementi cambiavano così velocemente da far girare la testa. Anche da noi cambiavano, ma per altri motivi rispetto agli altri gruppi, non chiedetemi come faccio a saperlo, ma se lo scrivo state tranquilli che è la verità. Massimo e Simona erano la testa e il braccio del gruppo (o le braccia, anche se forse tentacoli sarebbe appropriato per la mole di lavoro svolto). Infaticabili, operosi, inventiva a mille ogni giorno, per uno come me, che si limitava ad indossare i vestiti erano due persone da ammirare.

Piano piano il gruppo ed i nostri incontri cominciarono a diventare una costante nella mia incasinatissima e sregolata vita, più o meno tutto liscio a parte i periodi delle fiere (bellissima la prima di Lucca in cui venni reclutato all'ultimo secondo come “controfigura”, tra l'altro unica in cui ho sudato poco), ma il bello doveva ancora venire. Eravamo appena entrati nel 2001 e Massimo pensava mooolto più profondamente del solito, a livelli preoccupanti. E facevo bene a preoccuparmi... fu l'anno in cui iniziammo non più ad essere il gruppo di cosplay, ma in tutto e per tutto, la compagnia teatrale incaricata di presentare la gara di cosplay alla fiera Romics. Orgoglio ed autostima ebbero un evidente picco in tutti noi, esaltati all'idea, ed ogni anno quantomeno per me, è sempre stato così, 7 anni, ogni volta ineguagliabili, ogni volta, malgrado tutto, divertenti, ma ogni volta col perpetuo pensiero della mole di lavoro che si accollavano le nostre due colonne.

Percui se mi chiedete cosa sono per me i M.K. io rispondo, perseveranza nel seguire un sogno che non è il cosplay, sacrificio, ma sopratutto tanta voglia di divertirsi e di divertire. Come ho lasciato intendere, io ho sempre contribuito materialmente poco, non so cucire, non so disegnare, una volta fatte le armi, ho insegnato a Massimo ed ha continuato lui a farle. In questi lunghi anni mi sono chiesto più e più volte come io, unico ad essermi più volte opposto alle idee di Massimo, a non aver mai aiutato Simona, e dico MAI, ad essere sparito anche per mesi senza dire niente, a dimenticare i nomi di alcuni dei M.K. “volanti” ad essermi alla fine incastrato nel meccanismo ed a diventare necessario. Ora la nostra formazione è stabile, la vecchia guardia si conta sulle dita di una mano, e come ogni dito è necessario, ognuno di noi credo sia diventato necessario all'altro anche solo sapendo che c'è.

Noi non siamo più i Magic KnightS a mio parere, noi siamo un gruppo di amici, una famiglia estesa, i M.K. sono morti e risorti tante volte, dopotutto la fenice direi che è proprio azzeccata. Dal mio attuale punto di vista Massimo e Simona sono i M.K., molto più Magic che KnightS, li guardo ancora con ammirazione, cambiata negli anni, ma immutabile nella sostanza. Massimo è il cuore e la mente del gruppo, direttore artistico sminuisce veramente l'impegno che ci mette in ogni cosa. Simona non è semplicemente il braccio, è la pazienza, e dopo Massimo credo di essere l'unico a sapere quanta lei ne abbia veramente malgrado qualche sfuriata occasionale (e poi lei rimarrà sempre la mia Erera!).
Serena, sorella di Simona, è l'impegno, c'è stata saltuariamente, ma le volte che c'è stata, decisamente c'è stata. Serenza Scionti è l'anima allegra, ma allo stesso tempo il punto di riferimento per tante piccole cose sopratutto sul palco. Chiara è il dinamismo, ma su di lei non posso pronunciarmi troppo, come dire, il mio parere non sarebbe spassionato. Enrico, lui non lo sa, ma è una delle persone che più ammiro, lui è la calma, anzi meglio, la pacatezza del gruppo, e non sa quanto questo mi abbia sollevato negli ultimi anni. Per Debora e Roberta purtroppo ho poco da dire, ci conosciamo ancora poco, ma sopratutto la seconda direi che ci ha portato una ventata di vera e propria energia che ultimamente ci serviva. Ed avrei mille altre parole da spendere per tutti quelli che ne hanno fatto parte.
Ed in tutto questo manco solo io, quello che solitamente passa inosservato, o che crede di passare inosservato. Io mi accontento di essere il sostegno di tutto il gruppo, ma sopratutto di Massimo. Non voglio farmi grande con questa frasetta da poche parole, perché il merito di essere il sostegno, è tutto loro, mi ci hanno fatto diventare negli anni. Per cui, con estrema lucidità, posso affermare che i Magic KnightS per me sono più di quello che le parole possono descrivere, e se tutti noi insieme ci siamo migliorati umanamente parlando, direi proprio che stare con loro, ne varrà sempre la pena. Amici.

Mi dispiace aver trasformato questo scritto in un elogio a pochi, non era mia intenzione, ma quando ci vuole ci vuole!

Lorenzo